Girolamo Della Valle un protagonista del Risorgimento a S.Maria C.V.

Posted on 26 marzo 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

Girolamo Della ValleGirolamo Della ValleLapide CommemorativaGirolamo Della Valle nacque a S.Maria di Capua il 27 marzo 1819 da Michele e da Cecilia Speltri. Il padre Michele, che nel 1799 a S.Maria assediata dalle truppe borboniche arringò il popolo, gli inculcò l’amore per la libertà e pagò con un anno di reclusione nel carcere del Carmine di Napoli; lo zio Crescenzo, ricoprendo la carica di capitano della Guardia civica nel 1799, si segnalò per le salde idee repubblicane e rivoluzionarie ed ebbe la stessa sorte. Per fortuna, entrambi furono liberati con indulto emanato dal re Ferdinando IV il 30 maggio 1800, ma per vari anni furono sorvegliati speciali. Girolamo, avendo ereditato ed accresciuto il prezioso patrimonio ideale e patriottico, provvisto di salda e genuina fede liberale, con queste premesse, cominciò a partecipare alla vita politica nel 1844. Eletto sindaco della sua città (1846-47); poi, subentrato a Francesco Meoli, nel 1848, visse il periodo più difficile della rivoluzione europea e, nel piccolo, i fatti accaduti nella nostra città, tra i quali, l’attentato alla strada ferrata. Il 15 maggio, una trentina di patrioti, capeggiati da Gaetano Mellucci, Francesco Morelli, Abramo Rucca, Michele de Gennaro, Luigi Sticco, sapendo che da Capua doveva partire un treno diretto a Napoli carico di soldati inviati per presidiare la metropoli nel momento delicato per il regime borbonico, si diedero a svellere i binari ferroviari, impedendo, almeno molto ritardando, così il passaggio del convoglio. I primi provvedimenti repressivi del regime furono la destituzione di Della Valle dalla carica di sindaco (reale rescritto del 29 novembre 1849); la sua iscrizione “nella lista degli individui pericolosi per la non regolare condotta serbata nelle passate emergenze del 1848”; un anno dopo, la Corte Criminale pronunciò (per De Domenico, Mellucci e Sticco) la condanna a trenta anni di carcere, per gli altri patrioti sanzioni meno pesanti; fu disarmata e sciolta la Guardia Nazionale, poi ricostituita secondo nuove regole; il Della Valle, esiliato ad Isernia (1851), poi a Maddaloni, infine, fu rimpatriato e sottoposto a vigilanza. Dopo un decennio, il 16 luglio 1860, il sindaco Pietro Benucci nominò ufficialmente Della Valle comandante della Prima Compagnia della Guardia Nazionale. Si avvertiva qualcosa di nuovo nell’aria. L’8 settembre 1860 una delegazione municipale si recò a Napoli e consegnò a Giuseppe Garibaldi un indirizzo firmato da amministratori (Luigi Gagliardi e Michele De Lucia) e da militari (Girolamo Della Valle, Camillo Della Corte e Giovanni Tessitore). L’indirizzo, riboccante di amor patrio e di riconoscenza al dittatore per la nobile impresa, già compiuta e da ancora compiere, intesa all’indipendenza d’Italia, esprimeva l’adesione alla causa magnanima dei maggiorenti e della città. Il 14 settembre, il gen. Giuseppe Sirtori nominò Della Valle, in via provvisoria, comandante di piazza di S.Maria e la sua casa (dove fu Garibaldi il 27 settembre 1860) diventò sede del quartiere generale delle forze garibaldine di stanza nella città, comandate dal col. Alessandro Milbitz. Il gen. Enrico Cosenz, ministro della Guerra, più volte lo elogiò, il gen. Vincenzo Orsini, all’indomani della capitolazione di Capua, firmata nel palazzo Teti il 2 novembre 1860, gli rese pubblico riconoscimento per i servigi resi alla causa della libertà durante le operazioni di guerra, in qualità di capo della G.N., ricoprendosi di gloria. Di nuovo sindaco della città dopo la caduta dei Borbone (1861-62), Della Valle fu eletto deputato per la prima legislazione dopo l’Unità (VIII) nel collegio di S.Maria (in data 3 maggio 1863, conseguì 798 voti contro i 419 voti di Pietro Sterbini); per altre due volte sindaco (1867-69 e 1879-80), ricoprì varie cariche onorifiche, fu componente della Commissione provinciale a favore dei danneggiati del brigantaggio (decr. pref. 14 marzo 1863), presidente della Commissione Vigilanza Bonifica Volturno (decr. min. 31 ottobre 1873) e componente della Commissione del premio Vittorio Emanuele (1879). Morì nella sua tanto amata città il 30 maggio 1888. A lui, ancora in vita, con delibera del 20 marzo 1886, sindaco Gennaro Mesolella, fu apposta alla facciata della casa Della Valle in via S.Lorenzo e scoperta in data 1° ottobre 1886 la lapide scomparsa, dopo un secolo, per un botto nella notte di S.Silvestro del 1990, quando finì in frantumi: Giuseppe Garibaldi / il dì XXVII settembre MDCCCLX / stette in questa casa / dove Alessandro de Milbitz / durante la gloriosa campagna del Volturno / alloggiò e tenne il comando della Piazza / il Comune / a durabile memoria di quel giorno / in cui mirabilmente crebbe la fede / nell’opera redentrice del dittatore / pose / il I ottobre MDCCCLXXXVI. Ancora, nella tornata del consiglio comunale in data 26 febbraio 1926, sindaco avv. Pasquale Fratta, fu deliberata l’intitolazione a Girolamo della Valle la piazzetta prima denominata “quadrivio Rondinella”, con questa motivazione: “Considerando i meriti eletti del Della Valle che fu patriota insigne e si distinse nell’azione garibaldina nella difesa di S.Maria nel 1860 e per la resa di Capua, il preclaro cittadino fu benemerito amministratore del Comune ed illustre deputato al Parlamento”. Il munifico sindaco (poi podestà), con lettera datata 1 marzo 1926 indirizzata al nipote Tommaso, allora residente a Napoli in via Salute 108 col figlio Eugenio, comunicò che il consiglio comunale aveva voluto “rendere un doveroso omaggio al patriota insigne, al benemerito amministratore, all’illustre deputato, al preclaro cittadino, al padre esemplare, nonché alla famiglia, che tanto nobili tradizioni e benemerenze vanta”. Tra gli altri riconoscimenti ricevuti in vita e dopo la morte, è da annoverare la lettera scrittagli dal gen. Vincenzo Orsini: “A Girolamo Della Valle, Comandante della G.N., S.Maria di Capua, 3 novembre 1860. Sig. Comandante, fu sempre mia norma rendere la debita giustizia al merito: mi è grato adempiere ad un tal dovere, rendendo pubblica testimonianza di lode all’ottima G.N. di Santamaria ed a lei suo capo e rappresentante per gli utili ed efficaci servigi da essa resi dall’Artiglieria ed al Genio dell’Esercito Nazionale sotto i miei ordini nelle opere militari eseguite sotto Capua. Accolga ella dunque e faccia gradire all’intera G.N., da lei degnamente comandata i miei più vivi ringraziamenti per una sì bella condotta, che altamente onora la G.N. e la Città intera di Santamaria. Creda, infine, ai sensi della mia più sentita stima e considerazione. Gen. Orsini.” Il gen. Alessandro Milbitz lasciò agli atti un attestato datato Moncalieri 5 aprile 1865: “Dichiaro che, trovandomi al Comando della 16° Divisione nella difesa della città di S.Maria di Capua nei mesi settembre, ottobre e novembre 1860, conobbi il sig. Girolamo della Valle, prendere parte attiva in quella Campagna ed indi ebbi soventi volte occasione di affidare al medesimo importanti incombenze nell’interesse della causa nazionale, trovando sempre in lui sagacia zelo onoratezza e coraggiosi da tenermi ovunque soddisfatto dell’opera sua. Disimpegnò pure con molta lode le funzioni di Comandante militare di Piazza. In fede. Gen. Milbitz” Telesforo Sarti (Il Parlamento subalpino e nazionale, Torino 1890), sotto la voce “G.Della Valle” scrisse: “Patriota meridionale nel corso della VIII Legislatura Nazionale (marzo 1863), fu eletto a sostituire l’on. Carlo Gallozzi nella rappresentanza del collegio di S.Maria alla Camera dei Deputati. Di lui nulla havvi di notevole a riferire la vita parlamentare. Da cittadino fece sempre il proprio dovere nell’interesse della libertà”. Infine, nel 1910 il figlio Michele, avvocato ed anche lui sindaco, scrisse un opuscolo commemorativo (L’opera patriottica di G.d.V. nel 1848-60, tip. Cavotta), gelosamente conservato nel locale Museo del Risorgimento.