Le comunali a S.Maria dal 1946 al 2011

Posted on 13 novembre 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

Le prime elezioni comunali dopo la guerra si svolsero il 7 aprile 1946. La Democrazia Cristiana superò di gran lunga gli altri partiti, conseguendo il 42% dei voti; a distanza, i liberali (21%) ed i comunisti (13%). Il Consiglio (nel quale entrarono i popolari Pasquale Fortini, Ugo Cellucci, Luigi De Michele ed Alfredo Romano) sperimentò una formula assembleare ma, a parte le difficoltà intrinseche, fu presto sciolto dal prefetto per motivi giurisdizionali. Nelle consultazioni del 23 novembre 1947, il Fronte Popolare le strappò la maggioranza, mettendosi alla guida della città fino al 1952. Sindaci frontisti furono Michele Verzillo (PRI) ed Antonio Simoncelli (PSI). Esponenti di spicco furono gli antifascisti militanti, come Leopoldo Cappabianca e Stanislao Naglieri ed i giovani comunisti formatisi nel post-fascismo. Il 25 maggio 1952, si registrò un secondo capovolgimento di fronte: a conquistare il Comune furono monarchici e missini, che conquistarono 20 seggi su 30. Li capeggiarono Armando Adinolfi (sindaco), Mauro Borgia (vice sindaco) e Vittorio Corradini. Agli altri partiti toccarono le briciole: 3 seggi al PCI, 3 alla DC, 1 al PSI e al PSDI. Nelle elezioni del 27 maggio 1956, la DC riconquistò il primato, sfiorando il 50% dei voti, ma chiese l’appoggio del PSDI per amministrare. Spiccarono Simmaco Meinardi (sindaco), Nicola Pasquariello e Nicola Di Muro. Il PCI e il PSI, oppositori, furono guidati da Armando Del Prete ed Antonio Simoncelli; la destra racimolò qualche seggio a testa (Mario Palombi, Luigi Bifani, Guido Ventriglia, Giovanni Ferraiuolo, Alessandro Raucci, Agostino Salemme).

Nelle elezioni del 6 novembre 1960, la DC, perso un seggio, fu costretta ad associare al governo della città anche il PLI. Fu eletto sindaco Giuseppe Santonastaso e poi Domenico De Francesco. L’opposizione, divisa in due blocchi (sinistra e destra), non riuscì a sottrarre più di tanto alla DC, che ebbe tra gli eletti Prisco Zibella, Francesco Campochiaro e Mario Palombi; il PRI fu rappresentato da Michele Verzillo, il PSDI da Riccardo Curzio e il MSI da Alfonso Piccirillo. Nella tornata successiva del 22 novembre 1964, nonostante la presenza in campo socialdemocratico di Ciro Maffuccini, il quale portò al “sole che sorge” oltre 3.000 voti, la DC riprese fiato, conquistando la maggioranza assoluta (18 seggi su 30) ed avrebbe potuto governare da sola ma, in ossequio alla formula del centro-sinistra, desiderò associare laici e socialisti. Nel PCI, l’elezione di Pompeo Rendina, nel PSI-PSDI la conferma di Abbatecola, Curzio e Simoncelli; i volti nuovi Lorenzo Tagliani (PRI) e Renato Grelle (MSI). Sindaci furono Silvio Mirra, Giuseppe  Caiati, Santonastaso e Giuseppe Cappabianca.

Il 7 giugno 1970, alla DC  toccarono 22 seggi su 40; agli altri partiti andarono i restanti: 5 al PSI (tra cui Mauro Cerrone, Ciro Maffuccini, Michele Verzillo), 5 al PCI (tra cui Agostino Guida e Francesco Lugnano), 3 al PSU (tra cui Gregorio De Pascale ed Augusto Viggiano), 2 al MSI (Augusto De Angelis ed Alfonso Piccirillo), 1 ciascuno al PSIUP (Alfonso Ambrosone), al PLI (Luigi Bifani) e al PRI (Lorenzo Tagliani). Nella DC, a Di Muro il primato delle preferenze (2.270); i “nuovi” Mario Matano, M.Rosaria Iannotta e A.Maria Romano (DC). Sindaco fu Prisco Zibella. Nelle elezioni del 15 maggio 1975 la DC superò il 53% dei voti di lista, conquistando 23 seggi su 40. Emersero nello scudo crociato Giuseppe Cappabianca, Francesco Lamanna e Prisco Zibella, ma a ricevere più preferenze fu Nicola Di Muro, che sbaragliò tutti (3.800 voti personali). Tra i partiti d’opposizione solo il PCI (7 seggi), capeggiato da Francesco Lugnano ed Antonio Simoncelli, il PSI (4), in cui si fece strada Mauro Cerrone, e il MSI (3), nel quale ai due consiglieri si aggiunse Roberto Tafuri; il PSU fu rappresentato da Riccardo Curzio e il PRI da Silvana Marchegiano. Fu sindaco ancora Prisco Zibella.

Nelle consultazioni dell’8 giugno 1980, la DC raggiunse il suo massimo storico (63%, 26 seggi su 40). Di Muro superò 5.500 preferenze; ai consiglieri confermati si aggiunsero Russo Antonio, Flora Schettino e Mario Tafuri. I partiti d’opposizione si ridussero al PCI (5), PSI (4), MSI (3), PRI (2); in essi, spiccarono Armando Del Prete e Gabriele Verzillo, Mauro Cerrone e Federico Giordano, De Angelis ed il sottoscritto, Mario Romano. Sindaci furono Aurelio Abbatecola e Giuseppe Cappabianca. Le elezioni del 12 maggio 1985 confermarono il primato del “partito di Di Muro”, che si attestò sul 60% dei voti e conservò 26 consiglieri. I 14 oppositori furono distribuiti tra PCI (5), in cui si segnalò Costantino Maglione, PSI (5), guidato da Pierfrancesco Lugnano, il  MSI (2), da De Angelis, il PLI (1), da Raffaele Cocchiaro e il PRI (1), dove si susseguirono varie surroghe. Di Muro sfondò il tetto delle 6.500 pref., ma furono sindaci Giuseppe Cappabianca e Luigi Mercorio. Il 6 maggio 1990, la fortezza biancofiore “scese” al 57% e a 24 seggi; Di Muro conservò le sue 6.500 pref., ma si facevano strada gli aspiranti leaders, ignari del vento sfavorevole: Giuseppe Mancini, Alfonso Martucci, Antonio Russo, Vincenzo Mirra, Vincenzo Calabritto. Il PSI salì al 17% e a 7 seggi (con a capo Mauro Cerrone) a scapito del PCI, che ne ottenne 4 (a Costantino Maglione si affiancò Domenico De Pascale); lista civica, liberali, missini e verdi racimolarono un seggio a testa. Furono sindaci Luigi Mercurio e Vincenzo Calabritto. La mini-legislatura franò miseramente sotto i colpi dell’antimafia, delle “mani pulite” e delle “facili manette”.

 

Elezioni comunali 1990

Nelle elezioni del 5 dicembre 1993, dopo la riforma elettorale, si registrò un clamoroso  capovolgimento: la DC raccolse il 14% e 3 seggi, mentre la lista “Alleanza città”, conquistò la maggioranza relativa e 14 seggi su 30; si piazzarono poi il MSI (20%), le liste civiche “Mani pulite” e “18 aprile” (10% cad.), ed i Verdi (8%). Nel sorprendente ballottaggio, fu eletto sindaco l’esponente della sinistra Domenico De Pascale (77%), che stravinse (77%) il centrista Enea Pigrini (23%). Il 16 novembre 1997 si presentarono sei aspiranti sindaci, tra i quali Vincenzo Iodice, Pietro Morelli, Giuseppe Cappabianca, sostenuti da sei liste (centro-sx), da quattro (centro-dx), da due (civiche); i primi due riportarono il 36,7% ed il 32,5%. Nel ballottaggio, Iodice (53,6) superò Morelli (46,4%) e fu eletto sindaco. Consiglieri più votati Domenico Piccolo (v.473,FI), Salvatore Mastroianni (320,AN), Edgardo Olimpo (273,PdS). Nella tornata del 26 maggio 2002, si presentarono tre candidati a sindaci (Vincenzo Iodice, Gennaro Ferriero e Giuseppe Stellato) sostenuti rispettivamente da otto liste (centro-sx), sei (centro-dx) e quattro (civiche e Rif.Com.). Nel primo turno, Iodice (54%) superò Ferriero (29,5%) e Stellato (16,5%) e diventò il primo cittadino. Il suo secondo sindacato  (inspiegabilmente) s’interruppe quasi un anno prima della scadenza. Consiglieri più votati Luigi Di Muro (912,FI), M.Luisa Chirico (621,SDI), Giovanni Campochiaro (383,Marg.).

In occasione delle amministrative del 27.5.2007, si aprì un’era di aberrante frantumazione elettorale, specchio di un totale vuoto politico: si presentarono trenta liste, sei candidati a sindaco. Gli schieramenti alquanto eterogenei: il centro sinistra appoggiò Giancarlo Giudicianni; la sinistra radicale sostenne M.Luisa Chirico; la destra liberale puntò a Francesco Lopez; un centro classico si riconobbe in Alfonso Martucci; infine, due liste civiche di incerta collocazione, rappresentarono Angelo Piraino e Michele Spina. Il primo raggruppamento ottenne la maggioranza relativa, per cui fu necessario il ballottaggio tra Giudicianni e Chirico; il primo stravinse (64%) e fu sindaco per quasi tutto il mandato, contando su di una maggioranza fluida e camaleontica.

 

Elezioni comunali del 2007

Infine, nel 15.5.2011, non molto è cambiata la geografia elettorale e politica della città del foro: circa trenta liste appoggiarono sei candidati a sindaco: Federico Simoncelli (destra liberale), Biagio Di Muro (centro storico), Giuseppe Stellato (sinistra), Dario Mattucci (civica), Vincenzo De Felice (civica), Fulvio Beato (sinistra estrema). Risultò primo lo schieramento di Simoncelli, con una votazione modesta (31%), per cui fu necessario il ballottaggio e diventò sindaco Luigi Di Muro (55%), con l’appoggio della sinistra e della civica di Mattucci, mentre l’esponente perdente, che si era coalizzato con i centristi di Casini ed altri moderati, raggiunse un apprezzabile risultato (45%).

 

Le elezioni del 2011

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