La Provincia di Caserta fu centrista dal 1945 al 1964

Posted on 13 novembre 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

L’istituzione delle Amministrazioni Provinciali risale ad una legge di Giuseppe Bonaparte (8 agosto 1806) nelle regioni del regno di Napoli, con la quale ebbe origine la Provincia di Terra di Lavoro, con intendenza (capoluogo) a S.Maria di Capua. In seguito, con un decreto datato 26 settembre 1808, Gioacchino Murat confermò l’istituzione della provincia di Terra di Lavoro, ma spostò l’intendenza a Capua. Con il ritorno dei Borbone, Ferdinando IV, in un primo momento (legge 1° maggio 1816), confermò le disposizioni emanate dai governi dei Napoleonidi, ma poco dopo (decreto 15 dicembre 1818) fissò in via definitiva l’intendenza a Caserta, nel frattempo divenuta una cittadina cospicua, che ruotava intorno alla Reggia ed alle strutture connesse, destinata a crescere a vista d’occhio. Nel periodo intercorso tra l’istituzione della provincia ed alla caduta dei Borbone, il primo intendente (presidente) del consiglio provinciale di nomina regia, fu Lelio Parisi (1806-1808), l’ultimo Luigi Nicolini (1858-60).

Il governo unitario, con decreto 31 gennaio 1861, firmato da Vittorio Emanuele II, conservò le preesistenti circoscrizioni borboniche, salvo che pochi giorni  dopo (decreto 17 febbraio 1861), dietro le pressioni degli interessati, concesse il distacco delle province di Benevento, Molise e Principato Ulteriore. La prima seduta del consiglio provinciale, costituito su base elettiva, si svolse il 17 luglio 1861.

L’atto della soppressione della provincia di Terra di Lavoro (RD 2 gennaio 1927, firmato dal re Vittorio Emanuele III, dal capo del governo Benito Mussolini e dal guardasigilli Alfredo Rocco) era stato preceduto da un provvedimento di carattere generale, emanato il 5 ottobre 1925, che aveva sciolto i consigli comunali e provinciali e demandarono la gestione delle amministrazioni provinciali di tutta l’Italia a Commissioni di nomina regia e governativa; esso ed altri similari emanati, nell’ambito delle leggi eccezionali, nel giro di un solo anno sancirono l’introduzione dell’ordinamento podestarile e lo scioglimento dei partiti antifascisti.

All’ultimo presidente della nostra provincia, l’avv. Gaetano Caporaso da S.Maria C.V., destituito in data 1° novembre 1925, subentrò una commissione presieduta dal comm. Gerardo Gerardi, dal notaio Vincenzo Casaburi, dall’avv. Gioacchino Della Pietra e dal dott. Tito Ingarrica. All’indomani del provvedimento di soppressione, il 26 gennaio 1927 fu insediata una Commissione per rappresentanza e liquidazione dell’A.P. casertana, presieduta dal medesimo dott. Tito Ingarrica, che durò circa un anno, per trasferire i poteri e gli atti alla provincia di Napoli, che la incorporò di diritto e di fatto.

Finalmente, con un decreto luogotenenziale (datato 11 giugno 1945, firmato dal re Umberto II, dal capo del governo Ivanoe Bonomi e dal ministro della Giustizia Umberto Tupini) fu ricostituita la Provincia di Caserta, a decorrenza 1° settembre 1945, con capoluogo Caserta. Con un successivo decreto ministeriale applicativo (emesso in data 28 luglio 1945, firmato dal capo del governo Ferruccio Parri) fu costituita una commissione gestionale, presieduta dal dott. Tito Ingarrica e poi dal dott Federico D’Aiuto e, poco dopo, un’altra commissione prefettizia, affidata al predetto dott. Federico D’Aiuto.

L’effettiva ricostituzione dell’Amministrazione Provinciale vide come primo presidente l’avv. Clemente Piscitelli (1946-50), poi l’avv. Gennaro D’Andria (1950-52); componenti i dott. Francesco Visco (Piedimonte d’Alife), Pietro Lombari (Teano), Pasquale Veccia (Caserta), gli avv. Alfonso Romano (Aversa), Corrado Graziadei (Sparanise), Alberto Martucci (S.Maria C.V.), Fabio Rozera (Sessa Aurunca)  ed il comm. Antonio Marconi (Caserta), tutti nominati per delega governativa dal commissario prefettizio D’Aiuto. Clemente Piscitelli, nato a Cervino nel 1888, intrapresa l’avvocatura, entrò nel Partito Popolare, per il quale fu eletto deputato nel 1921; ritiratosi per lungo tempo a vita privata, dopo la caduta del fascismo, fu presidente del Cnl di Caserta e si battè per la ricostituzione della provincia; fu eletto segretario provinciale della Democrazia italiana e poi senatore per il collegio Caserta.

 

Clemente Piscitelli

La prima consultazione elettorale, indetta dal governo per eleggere trenta consiglieri provinciali, si svolse il 25 maggio 1952; vi parteciparono sei liste: una democristiana (Dc), una monarco-missina (Pnm-Msi), una socialdemo-repubblicana (Psdi-Pri), una social-comunista (Pci-Psi), una civica. Per effetto di essa, ottennero il mandato di consiglieri: per la Dc (11) gli avv. Luigi Brancaccio, Domenico De Francesco, Luigi Falco, Fortunato Messa, Mario Sementini, i dott. Luca Cappiello, Gennaro Fedele, Tommaso Masella, Marcello Mazzarella, i prof. Vincenzo De Michele, Paolo Farina; per la lista civica (5) gli avv. Gaetano D’Alessio, Vincenzo De Cesare, Angelo Giuliano, Antonio Iannotta, Giovanni Tarcagnota; per il Pci (3) il sig. Pietro Bove, gli avv. Biagio D’Angelo, Francesco Lugnano; per il Msi (3) il col. Giovanni Cannata, l’avv. Corrado D’Aiello, il dott. Orazio Leonetti; per il Psdi (3) l’avv. Alessandro Canale, il geom. Olderico Petrillo, il prof. Nicola Stefanelli; per il Pnm (3) gli avv. Francesco D’Ermo, Clemente Memola, l’ing. Ugo Gaetani; per il Psi (2) gli avv. Generoso Iodice ed Antonio Simoncelli.

Domenico De Francesco

I presidenti dell’Amministrazione Provinciale furono gli avv. Fortunato Messa (1952-54) e Mario Sementini (1954-56). Il primo guidò una coalizione Dc-Indip (in giunta Sementini, Brancaccio, Cappello, Giuliano, Masella, Mazzarella, suppl. De Michele e Fedele); il secondo attuò un rimpasto in seno alla Dc, con l’inserimento del Psdi; la giunta fu composta da De Francesco, Canale, De Cesare, Farina, Fedele, Gesuè  (subentato al deceduto Brancaccio); supplenti Falco e Stefanelli.

Fortunato Messa, originario di Teano (1883), fu combattente della grande guerra, prefetto di Caserta (1942-49), fondatore e primo presidente della Storia Patria e degli Studi Dantisti di Caserta e sindaco di Teano. Mario Sementini, nato a Capua nel 1907, fu presidente dell’Eca, vice pretore e sindaco di Capua (1957). Tra i consiglieri, meritano un cenno Francesco Lugnano, nativo di Maddaloni (1922), consigliere comunale della sua città e di S.Maria C.V., dove risiedeva, e senatore eletto per il Pci nel 1968; Giovanni Cannata, nato a Cagliari nel 1896, fu colonnello dell’esercito, combattente e decorato in entrambe le guerre mondiali, aderì alla Repubblica sociale, comandando i presidi di Forlì e di Parma; organizzò in provincia il Msi, del quale fu il primo segretario federale; Corrado D’Aiello nacque a Teano nel 1920, fu consigliere della sua città, segretario provinciale del Msi e consigliere regionale (1970-80); Orazio Leonetti, nato a Capua nel 1899, esercitò la professione di ginecologo, ricoprì varie cariche nel settore sanitario, fu volontario come maggiore medico nella grande guerra, nella campagna d’Africa, nella seconda guerra mondiale e, dopo l’adesione alla Rsi, fece parte della X Mas; Ugo Gaetani, nato a Piedimonte nel 1923, ingegnere, fu commissario della Camera di Commercio e segretario del Rotary di Caserta.

Giovanni Cannata

Alle votazioni per il rinnovo del consiglio, che si svolsero il 27 maggio 1956, parteciparono quattro liste: una democristiana (Dc), una social-comunista (Pci-Psi), una monarco-missina (Pnm-Msi), una liberale (Pli), una monarco-popolare (Pmp). Furono eletti consiglieri provinciali: per la Dc (17) gli avv. Michele Accinni, Domenico De Francesco, Luigi Falco, Francesco Gesuè, Ciro Maffuccini, Gaetano Marseglia, Luigi Michitto, Mario Sementini, Girolamo Viciglione; i dott. Dante Cappello, Gennaro Fedele, Tommaso Masella; i prof. Giuseppe A.Caliendo, Paolo Farina, Marcello Mozzarella, Giovanni Merola; il gen. Pasquale Tenga; per il Pci (2) gli avv. Francesco Lugnano, Antonino P.Rendina; per il Psi (4) il sig. Pietro Bove, gli avv. Giuseppe Garofano, Antonio Simoncelli, il prof. Gabriele Vitale; per il Psdi (3) il dott. Emilio Pitocco, i prof. Eugenio Salerno, Nicola Stefanelli; per il Msi (1) il dott. Carmine Basilicata; per il Pli (1) il prof. Liberato M.Conte; per il Pnm (1) l’avv. Clemente Memola; per Ind (1) il dott. Luca Cappiello.

L’Amministrazione, retta da una formula di governo bicolore (Dc-Psdi) per tutta la legislatura, fu presieduta dall’avv. Luigi Falco (Tora e Piccilli); la giunta fu composta da Fedele (Casaluce), Mazzarella (Sessa Aurunca), Marseglia (Teano), Michitto (Caserta), Farina (Alife); supplenti Stefanelli (Mondragone) e Viciglione (Marcianise).

Luigi Falco era nato a Napoli nel 1914, combattente e decorato nella seconda guerra mondiale, fu consigliere comunale di Tora e Piccilli e di Sessa Aurunca, vice pretore di Cassino, esponente di spicco della Dc provinciale. Mi limito a considerare tra i consiglieri Domenico De Francesco, originario di Piana di Caiazzo (1901), cultore della storia e dell’archeologia, ispettore Monumenti e Scavi, fu sindaco di Piana, consigliere comunale di S.Maria C.V. (1960), dove risiedeva; Maffuccini Ciro, nato a S.Maria C.V. (1914), sindaco di Tora e di Marzano; Antonino Pompeo Rendina, nato a Capua (1922),  fu consigliere comunale S.Maria C.V. e senatore per il Pci nel 1963; Antonio Simoncelli, nato a  S.Maria C.V. (1922) fu sindaco della sua città (1947-52) per il Fronte popolare; Luigi Michitto, nativo di Piedimonte (1923), ufficiale di fanteria nella seconda guerra mondiale, fu procuratore del re presso il Tribunale militare di Napoli (1942-44), vice pretore di Caserta, consigliere della Cri, dell’Inam, presidente dell’Ospedale Civile di Caserta e dell’Iacp.

Giuseppe Capobianco

Infine, a seguito delle elezioni svoltesi il 6 novembre 1960, alle quali competerono liste autonome, una democristana (Dc), una socialista (Psi), una comunista (Pci), una missina (Msi), una monarchica (Pdi), una liberale (Pli), una socialdemocratica (Psdi). Furono eletti come consiglieri provinciali: per la Dc (12) gli avv. Michele Accinni, Gaetano Marseglia, i dott. Dante Cappello, Mattia Coppola, Luigi Falco, Ruggiero Ferraiuolo, Marcello Mazzarella, Sebastiano Parillo, i prof. Giuseppe Caliendo, Vincenzo De Michele, Paolo Farina, Giovanni Merola; per il Pci (6) i sig. Giuseppe Capobianco, Angelo Iacazzi, Giuseppe Spiezia, il dott. Salvatore Pellegrino, l’avv. Antonino Pompeo Rendina, prof. Gaetano Volpe; per il Pli (3) il prof. Mario Liberato Conte, l’ing. Marcantonio Fusco, il dott. Ferdinando Giordano; per il Msi (2) il sig. Carmine Basilicata, il dott. Ascanio Falco; per il Psi (3) il sig. Pietro Bove, gli  avv. Giuseppe Garofalo, Antonio Simoncelli; per il Pdi (2) il prof. Mattia Del Vecchio, il dott. Francesco Martusciello; per il Psdi (1) il prof. Nicola Stefanelli; per il Pnm (1) l’avv. Domenico De Francesco.

Luigi Falco

Fu presidente Luigi Falco (1961-64), che, pur disponendo della maggioranza assoluta, per allinearsi alle tendenze nazionali, capeggiò una coalizione Dc-Pli-Psdi; la giunta fu composta dai consiglieri Cappello, Accinni, Caliendo, Ferraiolo, Giordano, Merola, supplenti Conte e Stefanelli.

Per brevità, cito Dante Cappello, nativo di Alife (1922), dentista, ricoprì varie cariche elettive nelle file della Dc provinciale e fu segretario dell’Ordine dei Medici di Caserta; Giuseppe Capobianco, nato a S.Maria a Vico (1929), valente studioso della storia politica e sociale della provincia, scrisse libri, opuscoli ed articoli su fascismo,  antifascismo, resistenza, socialcomunismo in Terra di Lavoro; Ascanio Falco, nato a Sessa nel 1902, chirurgo, partecipò volontario, come capitano medico, alla seconda guerra mondiale, decorato, direttore dell’Ospedale Civile di Sessa, segretario provinciale del Msi; Marco Antonio Fusco, nato a  S.Nicola (1904) fu ingegnere civile e sindaco di Caserta, presidente della Camera di Commercio e dell’Ordine Ingegneri, consigliere nazionale del Pli.

Mario Sementini

È passato appena mezzo secolo, eppure i tempi testè ricordati sembrano remotissimi. Non nascondo di nutrire un sentimento di nostalgia per un’epoca e per uomini per i quali trent’anni fa avvertivo ripulsa netta ed accesa.  I brevi dati numerici ed i sintetici profili di protagonisti e gregari costituiscono un documento prezioso ed un’epica pagina storica politica ed elettorale della nostra provincia, quando venivano prima gli uomini, poi la politica, poi i partiti; essi, per lo più, erano prestati dalla professione alla politica e, con rare eccezioni, conservavano gelosamente la loro posizione ideologica; l’amministrazione era fatta di cose concrete, forse perché collegata all’impellente necessità della ricostruzione, attesa ed operata con impegno, entusiasmo e genialità; la lotta era improntata alla sana competizione, animata dalla visceralità, moralità ed onestà intellettuale. Fu, insomma, una classe politica, formatasi nei primi turbinosi decenni del Novecento (penso in particolare al combattentismo), nel controverso periodo fascista (che riuscì a suscitare simpatie, fervidi slanci, malcelata insofferenza, ribellioni aperte, sconfinati odi), nella tragedia della seconda guerra mondiale e nel lungo laborioso dopoguerra; forgiata e temprata, nel carattere e nella mentalità, ad una scuola seria selettiva e ad una vita ancora più istruttiva della scuola, amministrò con equilibrio, discernimento e chiarezza di idee.