Mario Piccirillo

Posted on 10 novembre 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

Il campo sportivo della città di S.Maria C.V., un tempo in periferia, oggi quasi nel centro della città, cresciuta a dismisura e disordinatamente, è intitolato a “Mario Piccirillo”. Pochi (i più anziani), hanno conosciuto il personaggio e le circostanze di quell’intitolazione; parecchi (avanzati negli anni), hanno sentito parlare dell’uomo, come di un protagonista della storia cittadina sportiva, di tempi e di eventi ormai lontani, non solo sportivi, che caratterizzarono la storia e la cultura (ingiustamente e colpevolmente ignorate, distorte e demonizzate); eppure, molti (soprattutto i giovani e giovanissimi), gli abituali frequentatori del mini-stadio, non sarebbero in grado di rispondere neanche ad una domanda su quel generoso, integerrimo, appassionato e sfortunato protagonista, formatosi nella scuola e nella società, ormai circa un secolo fa.

Mario Piccirillo

Mario Piccirillo nacque a Portico di Caserta il 17 aprile 1891 da Alfonso e da Amalia Sticco. Compiuti gli studi liceali nell’istituto “Tommaso di Savoia”, conseguì la maturità nel 1910; subito dopo, partì volontario, come altri sammaritani, per la Campagna di Libia (1911) ed, animato da fervido patriottismo, prese parte alla prima guerra mondiale, rimanendo gravemente ferito, motivo per cui fu insignito di numerose decorazioni al valore dal Ministero della Guerra e da svariate associazioni di combattenti, reduci e caduti del Risorgimento italiano.

Nel 1919, stabilitosi a S.Maria, giovanissimo, fu tra i primi ad aderire ai Fasci di combattimento, segnalandosi per la sua fede politica e per il suo elevato senso morale e civico. Impiegatosi come cassiere nella locale Banca di Sconto e  Risconto “Fossataro e Fratta”, impegnò tutto il suo tempo libero per coltivare la sua grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, una disciplina abbastanza nuova, fiorita dopo che erano state già rivalutate tutte le specialità atletiche e ginniche dalle prime edizioni delle Olimpiadi moderne, a cominciare dal 1896. Il gioco del calcio si sviluppò e si diffuse, anche negli ambienti provinciali, agli inizi del Novecento, divenendo subito incredibilmente popolare, essendo una felice commistione di ginnastica, di atletica, di fantasia, di agonismo e di “tifo”, passione irrazionale ed istintiva per un gioco sempre vario ed imprevedibile, seguito e vissuto nella coralità.

Ritornando a Mario, egli fu uno dei più solerti sostenitori ed animatori, in seno all’amministrazione (come solerte ed intelligente consigliere) ed alle associazioni sportive, della costruzione del locale campo di calcio. Purtroppo, quasi alla fine dei lavori, colpito da una forma grave di polmonite, quasi fulminante, morì nel fiore della gioventù, il 12 marzo 1927, lasciando un vuoto incolmabile nelle organizzazioni politiche e sportive, di cui faceva, ripeto, magna pars, riscuotendo simpatia umana e riconoscenza per l’operato meritorio.

A lui fu intitolato, con delibera municipale, benemerito podestà l’avv. Pasquale Fratta, in data 10 aprile 1927 il campo sportivo, nel quale da allora si esibisce, con veci alterne, la più quotata squadra locale di calcio, il “Gladiator”, che col suo nome ricorda la storia trimillenaria della nostra città, come è noto, erede dell’antica Capua etrusca, sannita e romana, teatro delle lotte gladiatorie già nell’arena più antica (II sec. aC), dove diventò famoso lo schiavo ribelle Spartaco, poi nel grandioso colosso di Capua antica, costruito nel II sec. dC.