I Presidenti della Provincia di Terra di Lavoro, dall’Unità nazionale (1861) alla soppressione (1927)

Posted on 5 novembre 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese 

    

on.dr. Giuseppe Polsinelli

Il primo presidente dell’Amministrazione Provinciale, dopo la proclamazione dell’Unità, fu l’on. Giuseppe Polsinelli (Arpino 1787-1880). Addottoratosi in lettere ed in legge, partecipò ai moti liberali del 1820-21 a Napoli. Perseguitato dai Borbone, ritornò ad Arpino, dove si dedicò all’industria laniera. Nel 1848, eletto deputato al Parlamento napoletano, nel 1860 non esitò a prendere le armi garibaldine e, dichiarato decaduto il governo borbonico, prese parte al Comitato, presieduto dal vice-prefetto Giuseppe Colucci. Tranne due brevi interruzioni (Alessandro Ferrara, da Sora, 1862-63, e gen. Raffaele Cuccari da Capua, 1866-67), per primo rappresentò il collegio di Sora (1861-68).

    

A lui successero il sen. Giacomo Coppola, da Caserta (1868-69) ed il gen. Raffaele Cuccari, da Capua (1868-69). Dopo, per un lustro, detenne la carica l’on. Pasquale Pelagalli da Aquino (1870-75), dove era nato nel 1826. Ancora studente universitario a Napoli, durante la rivoluzione del 1848, strappò davanti al popolo plaudente lo stemma con l’aquila bicipite, posto sul cancello della villa comunale, ove c’era la sede dell’Ambasciata austriaca; pertanto, fu processato e condannato in contumacia. Dal 1861 e, per quattro legislature, fu deputato al Parlamento italiano per il collegio di Pontecorvo, quando fu consigliere provinciale per il mandamento di Roccasecca (1861-81).   

    

on.avv. Salvatore Pizzi

Gli subentrò l’on. avv. Salvatore Pizzi da Capua, una delle figure più significative della nostra provincia. Nato a Procida nel 1816, da fanciullo visse a Capua; ancora studente universitario, si iscrisse alla “Giovane Italia”; conseguita la laurea in legge a Napoli, nel 1848 fece parte del Comitato rivoluzionario; attraversò un periodo doloroso, conoscendo la persecuzione politica e perfino il carcere ed il confino a S.Donato. Nel 1860, da Garibaldi fu nominato Governatore della nostra provincia. Rinunciata due volte la carica di deputato al Parlamento, preferì diventare l’apostolo della rigenerazione del Mezzogiorno, dedicandosi all’educazione civile e morale della società. La scuola, la cultura, le opere pubbliche, il risanamento economico, l’amorevole cura della fanciullezza derelitta furono i suoi principali obiettivi della sua missione. Tradusse opere di pedagogia, filosofia e religione. Morì nel 1877.

     Seguì l’on. Angelo Incagnoli, nato nel 1818 ad Aquino e, compiuti gli studi nel liceo “Tulliano” di Arpino, si trasferì a Napoli per conseguire la laurea in legge. Letterato, economista, storico, fu presidente della Provincia (1878-84) e deputato per tre legislature. Liberale di antico stampo e patriota, promosse lavori paleografici a Montecassino, il monumento a Giordano Bruno a Nola, eseguito dallo scultore napoletano Enrico Mossuti. Morì a Napoli nel 1884.

    

sen.gen. Francesco De Renzis

Il successore Francesco De Renzis, nato a Capua nel 1836, studiò nel Seminario di Calvi, nel 1854 fu nominato alfiere dell’esercito borbonico ma, nell’agosto 1860, rassegnate le dimissioni, fu designato luogotenente del Genio piemontese e partecipò alla campagna meridionale, distinguendosi nell’assedio di Gaeta, dove fu promosso capitano e decorato con la medaglia dell’Ordine Militare Savoia. Nel 1866, fu aiutante di campo di Vittorio Emanuele II contro l’Austria. Nel 1870 lasciò la carriera militare e si dedicò al giornalismo e sposò Edith Sonnino, la sorella dello statista Sidney. Nel 1874. fu deputato per cinque legislature e presidente della Provincia (1884-89). Passato alla carriera diplomazia, rappresentò l’Italia a Madrid e a Londra. Nel 1900, fu nominato senatore, e nello stesso anno, anche sconvolto dal regicidio di Monza, poco dopo morì.

    

Del sen. Giuseppe De Simone da Tora e Piccilli, presidente dell’A.P. (1889-95), disponiamo di pochissime notizie. Dopo la breve presidenza dell’on. Lorenzo Zarone da Teano (1895-96), dell’avv. Nicola Ventriglia da Piedimonte d’Alife (1896-97) e del magistrato Angelo Abatemarco, originario di Montesano (1898-1900), dell’on. Francesco Montagna da Marigliano (1900-01), di nuovo dell’avv. Nicola Ventriglia (1901-03), degli on. avv. Pietro Rosano da Aversa (1903-04) e Federico Grossi da Arce (1904-06), dell’on. Carlo Schanzer da Aversa (1906-07), del cav. Francescantonio Visocchi da Atina (1907-08), assunse la carica l’avv. Benedetto Nicoletti da Cassino (1908-16), Cavaliere Ufficiale della Corona d’Italia, sindaco di Cassino, apprezzato per la serenità del suo contegno, per l’alta competenza e per la profonda cultura.

     Quindi, il comm. Orazio Visocchi da Atina fu prima consigliere (1908-1916), poi presidente dell’A.P. (1916-20), imprenditore, oculato amministratore della Cartiera sulla Melfa, fondata dallo zio Pasquale, si prodigò parimenti nel settore pubblico, con chiarezza di idee e con una visione austera, alla soluzione di problemi amministrativi della nostra provincia. Nel periodo difficile nel quale ricoprì la presidenza, si distinse per l’adamantina onestà e per lo spirito religioso, riuscendo a dirigere il consesso, nonostante le risorse particolarmente ridotte, e riscosse appoggio e fiducia per aver sviluppato il progetto ambizioso dell’industrializzazione della nostra terra.

    

avv. M. O. Gaetano Caporaso

Dopo il gen. Giuseppe Petella da Piedimonte d’Alife (1921), l’ultimo presidente elettivo fu l’avv. Gaetano Caporaso , nato a S.Maria C.V. nel 1871; frequentato il liceo classico e conseguita la laurea in legge a Napoli, si distinse per l’attività forense, fu eletto sindaco (1900-03 e 1913-14), presidente sin dal 1916 del Consiglio di Amministrazione dell’Asilo Ciechi e Sordomuti “G.Cappabianca”, del Deposito Cavalli Stalloni (1924-35), presidente della Provincia (1921-25), consigliere del Banco di Napoli; fu anche decorato con medaglia d’oro, essendosi distinto nell’epidemia vaiolosa del 1911.    

     A seguito delle leggi emanate dal governo fascista tra 1925-27 (scioglimento dei partiti, consigli comunali e provinciali), al posto del consiglio provinciale elettivo, fu istituita una Commissione Reale, della quale furono presidenti il cav. Gerardo Gerardi, il not. Vincenzo Casaburi, l’on. avv. Gioacchino Della Pietra ed il  dott. Tito Ingarrica. Infine, dopo la soppressione della provincia di Caserta (rd 1/1927), dopo circa un mese, quale Presidente della Commissione per la liquidazione della A.P. di Terra di Lavoro fu nominato il dott. Tito Ingarrica, originario di Crotone.