Vandali filoborbonici allo spray

Posted on 26 agosto 2011 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

 

     Molti sammaritani e forestieri di passaggio per l’Appia avranno notato che da qualche mese, in coincidenza con le celebrazioni unitarie (17.3.2011) sulla lapide commemorativa della battaglia del Volturno, posta sull’arco di Adriano, campeggia una scritta inneggiante ai Borbone, È strano, sia detto per inciso, che sia i amministratori (vecchi e nuovi), sia i funzionari del Municipio e della Soprintendenza non se ne siano ancora accorti; oppure, stanno cercando di risolvere qualche spinoso conflitto di competenze o si preparano ad indire una qualche gara d’appalto, o ad assegnare incarichi, posticini e prebende; oppure, celano qualche simpatia filo-borbonica, cosa da non escludere. Non è la prima volta che si registra un episodio simile; nell’ormai lontano 1987, qualcuno vergò una scritta identica, anche nella grafia, documentata nei “Ricordi di S.Maria C.V.” di Fulvio Palmieri, il quale nella didascalia osservò con amarezza: “A leggere quella scritta gli spiriti eletti dei nostri martiri si saranno turbati”. Sì, quella vernice nera a spray è un grave oltraggio non solo ai caduti garibaldini, che meritano rispetto, ed al miserabile arco, che tanti insulti ha già ricevuto dal tempo e dagli uomini, ma anche e soprattutto al buon gusto; per questo motivo, forse non è male che vi rimanga a lungo, affinché testimoni il gesto stupido, irriverente e vile dei tanti vandali imbrattatori che infestano l’Italia e deturpano monumenti, palazzi, stazioni ferroviarie, scuole ed ogni muro che hanno a tiro.                                                                                                                                                                      Lì i Borbone, buoni o cattivi che siano stati, non c’entrano proprio. È troppo serio e complesso il dibattito storiografico sul tema,  per ridursi ad un rozzo scontro a colpi di vernice; certamente tale dibattito, nient’affatto accademico, anzi doveroso per chi ama la verità storica, non riceve davvero alcun contributo da uno squallido vilipendio ad uomini che, morendo, pur segnarono un’epoca, come del resto prima avevano fatto i Borbone, che meritano altrettanto rispetto anche perché appartengono alla categoria dei vinti, per luogo comune e per malafede, sempre vilipesa ed infamata. Pur tuttavia, chi ha ricevuto un’educazione idealistica e risorgimentale nella vecchia scuola gentiliana e crociana, anche comprendendo le ragioni dei filoborbonici intelligenti, stenta non poco a condividere un giudizio pienamente positivo su una dinastia che realizzò opere grandiose nel Mezzogiorno d’Italia, ma non fece molto per la miseria, la disperazione e l’arretratezza della popolazione del regno, pur avendone il tempo ed i mezzi, aggravando anzi quello spaventoso divario tra nord e sud, specie a livello infrastrutturale, che non è stato né sarà mai colmato. È anche vero che altrettanto poco hanno fatto, tranne rare eccezioni, i governi unitari, prima conquistando e piemontesizzando il meridione, poi assistendo inerti all’emigrazione, all’abbandono delle campagne, alla scomparsa dell’artigianato, agevolando l’omologazione forzata della cultura, il degrado delle bellezze naturali ed artistiche, consentendo lo sfruttamento della manodopera dei meridionali, frustrando le loro indubbie capacità innate e potenzialità produttive…

     Tralasciando tali riflessioni, purtroppo dobbiamo registrare che dal lontano 1987, la cosa idiota e codarda si è ripetuta almeno quattro-cinque volte: ecco le fotografie che la attestano: nel 2000, nel 2007, nel 2011. Certi improvvisati apologeti del dispotismo borbonico o semplici e volgari vandali non si pongono questi problemi, che li costringerebbero a pensare, per cui preferiscono ricorrere alla vernice a spray. Nel frattempo, dopo tardivi e maldestri di restauri, la lapide in oggetto, dettata da Luigi Settembrini ed apposta all’indomani della storica battaglia, versa in un tale degrado che, per evitare di perderla per sempre, suggerirebbe una sensata rimozione e/o conservazione in un museo civico.

 

Nel 1987

 

Nel 2000

Nel 2003

Nel 2007

Nel 2011