CORRADO FOSSATARO, AVVOCATO E SINDACO

Posted on 26 agosto 2011 by alberto

 

di Alberto Perconte Licatese

 

     Dall’unificazione nazionale all’inizio del Novecento, in vari campi, nella professione, nella politica, nell’arte, negli studi, una nutrita schiera di personaggi illustrarono la città di S.Maria C.V. e meritarono il ricordo delle generazioni successive (ed in particolare dei giovani, che spesso ignorano per non loro colpa, specie per motivi di anagrafe), per le benemerenze grazie alle doti mentali e soprattutto morali. Eredi della tradizione culturale romantica e formatisi alla scuola risorgimentale,  liberale ed idealista, naturale retaggio della borghesia intellettuale, umanistica, monarchica, si distinsero nell’attività professionale, ma anche dedicandosi alle opere pie, alla vita politica, alla spontanea e sentita beneficenza.

     Tra questi, si segnalò Corrado Fossataro, ivi nato nel 1863 da Salvatore, medico, e da Maria Grazia Tessitore, casalinga. Ivi, frequentò le scuole elementari, poi le medie e superiori nel liceo classico “Tommaso di Savoia”, conseguendo la maturità nel 1883. Quindi, s’iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza nella regia Università di Napoli ed ottenne la laurea nel maggio 1888. L’anno dopo, superò l’esame per Sostituto Segretario aggiunto nei Tribunali Militari del Regno, ma in seguito preferì svolgere l’avvocatura nel foro sammaritano, distinguendosi per preparazione e correttezza.

     Nel 1909, in occasione del centenario dell’istituzione del Tribunale, fece parte della Commissione, con altri avvocati e letterati, come Eugenio Liguori, Teodorico Bosco, Gustavo Faucher, Michele della Valle, Raffaele Perla, per celebrare degnamente l’evento con discorsi, pubblicazioni, lapidi e cerimonie ufficiali. Nell’anno successivo, per la prima volta, fu eletto sindaco della città per tre anni (1910-12), quando vide partire alcune decine di militari volontari e di leva per la guerra di Libia; poi, nel 1914, poco prima dello scoppio della grande guerra; infine, nel 1918-19, gli anni difficili della vittoria “mutilata”.

     Cominciò un lungo periodo di onorificenze di grande prestigio, come la nomina, proprio nel periodo della guerra (1916), a componente  del Consiglio della Commissione dell’Asilo “G.Cappabianca”, una delle istituzioni più rinomate nella provincia, voluta dal benefattore per sollevare le sfortunate condizioni dei ciechi e sordomuti, con iniziative meritorie, come l’istruzione e l’esercizio di attività artigianali; e fu nominato membro ordinario della Giunta Provinciale Amministrativa, ma dopo poco, essendosi dovuto dimettere per incompatibilità, fu eletto consigliere comunale di S.Maria C.V.; qualche mese dopo, fu nominato dalla Prefettura di Terra di Lavoro componente della Commissione Provinciale, in base alla legge n.716/1907; nello stesso tempo, fu nominato dal Municipio di S.Maria Presidente della Commissione Amministrativa dell’ospedale “S.Giuseppe”, il più importante della città ed il futuro “V.N.Melorio”, fino alla fine del 1924.

      Nel 1922, due mesi dopo la marcia su Roma, dalla Procura Generale del Re presso la Corte d’Appello di Napoli fu eletto membro della Commissione Visitatrice del Regio Riformatorio “A.Angiulli”, per l’anno 1923, incarico confermato anche per l’anno successivo, svolto sempre con perizia giuridica e con somma umanità;  nel 1924, la Deputazione Provinciale di Terra di Lavoro lo optò come componente della Giunta Provinciale Amministrativa; nel 1925, dalla Procura Generale del Re di Napoli fu designato membro della Commissione Visitatrice del Carcere giudiziario di S.Maria, alla quale era “affidato l’incarico di vegliare su tutto quanto riguarda il vitto, l’arredo, l’igiene, l’istruzione, il lavoro, la tutela e la rigenerazione morale dei detenuti, riferendo le eventuali deficienze, ove occorra, al Ministero della Giustizia”, mansione delicata confermata anche per l’anno successivo; e dall’Amministrazione Provinciale di Terra  di  Lavoro,  componente della Giunta Provinciale Amministrativa.

     Nel 1926 dalla Procura del Re presso la Corte d’Appello di Napoli. Fu designato membro straordinario della Commissione Visitatrice Carcere giudiziario di S.Maria; nel 1928, dalla Banca Cooperativa C.A. di S Maria fu nominato componente del Comitato degli Arbitri di questa banca, “nell’interesse di questa istituzione cittadina”. È inutile sottolineare che le onorificenze sopra elencate erano tutte a titolo gratuito; anzi, le spese erano a carico dell’interessato, un motivo in più per scrivere il suo nome tra i  benemeriti della nostra città.

      Egli ebbe quattro figli, Mario,  Salvatore, Elisa, Maria; da Mario nacque la n.d. Livia Fossataro. Egli morì nella città nativa nel 1930.