Il “caso” Fabricatore nel liceo classico di S.Maria C.V.

Posted on 5 ottobre 2016 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

Il letterato Bruto Fabricatore (Sarno Sa 1822-1891) fu protagonista inIvolontario di uno dei vari “casi” sammaritani del secondo Ottocento. Il liceo classico “A.S.Mazzocchi” fu istituito ufficialmente dal Municipio il 18 settembre 1865, sindaco Silvestro Cipullo, primo preside l’avv. Antonio Pacifici originario di Arpino, trasferitosi a S.Maria verso il 1830 dopo l’apertura dei Tribunali (1809), per esercitarvi l’avvocatura. Scelto come persona di fiducia e di fede liberale, Pacifici, dopo aver svolto degnamente il ruolo di capo d’istituto per circa un decennio, passò a vita migliore (1875).

A quel punto, si poneva il problema di nominare un nuovo preside. Dopo un anno che il prof. Andrea De Ponte fungeva da incaricato, il consiglio comunale temporeggiava; infine, decise di nominare preside nel 21 ottobre 1876 il prof. Bruto Fabricatore (Napoli 1824), dopo aver richiesto e ricevuto garanzie professionali e morali, ed interpellato eminenti professori universitari, come Luigi Settembrini, Raffaele d’Andrea, Raffaele Parisi, Luigi De Silva.

Il Fabricatore, compiuti i primi studi nel Seminario vescovile di Napoli; poi, si era applicato alla matematica, avviandosi all’architettura, conseguendo la licenza in questa materia. Tuttavia, aveva continuato a studiare le lettere italiane, latine e greche, allievo di Basilio Puoti, il quale lo aveva indotto a lasciare la professione di architettura e a seguire l’insegnamento di lettere. Morto Puoti (1847), il discepolo aveva proseguito la pubblicazione le opere incompiute e continuato il suo insegnamento senza retribuzione.

Latinista di notevole spessore, aveva dato prove d’ingegno e di profondità sia in opere da lui scritte, sia nella collaborazione prestata ad altri autori, sia nell’editoria. Infatti, aveva scritto un “Saggio di traduzione dei frammenti di Sallustio” (1846), un lavoro sulla “Vita ed opere di Basilio Puoti” (1847), un saggio di “Etimologia” (1847), una  “Grammatica della lingua latina” (1848); collaborò con Giorgio Gennadio (“Etimologia”), con Giorgio del Re (la ristampa della “Historia de regno Siciliae” di Ugo Falcando), curandone la traduzione in italiano (1845), con Pietro Fanfani (“Diporti filologici”), scrivendone la prefazione (1850). Per testimonianza di Francesco De Sanctis, Fabricatore lavorò anche nella biblioteca nazionale di Torino, ricercando e trascrivendo manoscritti con Ferdinando Flores; infine, secondo Carlo Lanza, “da quella di Basilio Puoti nacquero le scuole di Francesco De Sanctis, di Leopoldo Rodinò e di Bruto Fabricatore”.

Nel 1861, entrò nel primo parlamento italiano a Torino, eletto deputato della sinistra nel collegio di Angri e fu nominato ispettore delle scuole di Napoli. Negli anni di attività politica, si batté per la costruzione di strade e ferrovie nel Meridione, ma la sua proposta non fu neppure discussa dalla maggioranza dominante; nonostante ciò, i ministri della P.I. Carlo Matteucci lo insignì della Croce di Cavaliere e Michele Amari lo designò commissario per il concorso alla cattedra di letteratura italiana nell’Università di Torino.

Ritornando al “caso” Fabricatore nel liceo classico, dopo qualche anno, cominciarono le lamentele da parte degli amministratori municipali: nel settembre 1878, il livello degli alunni era sceso, per profitto e per disciplina, a causa del carattere mite e permissivo del preside, al quale eppure riconoscevano indiscutibili capacità. Nel mese successivo, dopo i risultati deludenti degli esami di licenza, si paventava l’abolizione dell’istituto; alla metà del marzo 1879, previi una diffida e preavviso, si proponeva una sospensione dal servizio dei professori e la chiusura almeno per un anno. Si arriva quindi (4 aprile 1879), allo scioglimento dell’istituto “Mazzocchi” ed al licenziamento del preside e dei professori.

Il consiglio comunale, presieduto da Girolamo Della Valle, dopo una discussione accesa e perfino tumultuosa, prese a pretesto la petizione firmata da numerosi alunni, promossa da Pasquale Papa, a favore del preside e della scuola: il consigliere Paolino Morelli propose l’espulsione del Papa, il biasimo del preside e del direttore Andrea De Ponte e lo scioglimento della scuola entro il settembre p.v. Alla votazione, i consiglieri (14 contro otto) approvarono le proposte. A favore, votarono Girolamo Della Valle, Paolino Morelli, Giacomo Gallozzi, Luigi Capo, Giuseppe Merola, Giuseppe Lastaria, Luigi Gagliardi, Bernardino Morelli, Ferdinando Fratta, Salvatore Galante, Luigi Maiorano, Errico Garofalo, Alfonso Ianni, Luigi Verdicchi, Pasquale Cipullo; contro, Giacinto Bosco, Gennaro Mesolella, Francesco Sagnelli, Giuseppe Vetrella,  Gennaro De Caprio, Giuseppe Ciccarelli, Alfonso Criscuolo, Carlo Pirolo.

Il liceo fu riaperto nell’ottobre 1879, con l’intitolazione “Tommaso di Savoia”, con lo scopo vero di licenziare il Fabricatore, che con ogni probabilità era di idee troppo progressive, soprattutto agli occhi della maggioranza del consiglio municipale abbastanza conservatrice; a lui successe Luigi Grilli, persona più gradita, ma ne sappiamo poco o niente.

La lapide commemorativa a Sarno (Ce), nella via Bruto Fabricatore, apposta al palazzo natio nel 1897:

BRUTO FABRICATORE
IN QUESTA CASA DEI SUOI ANTENATI
NACQUE IL XVI  DI MAG DEL MDCCCXXII
MORI’ IL XIV DI FEB DEL MCCCXCI
EREDITO’ DALLA FAMIGLIA L’AMORE
ALLA LIBERTA’ DELLA PATRIA
DALLE BUONE LETTERE IMPARO’
CONOSCERE E AMARE L’ITALIA
CON GLI SCRITTI E L’INSEGNAMENTO A VIVA VOCE
SERVI’ ALLA GLORIA DI LEI
SALI’ IN FAMA DI FILOLOGO DOTTO
DI SCRITTORE PURGATISSIMO
MERITO’ SEDERE TRA I DEPUTATI
NEL PRIMO PARLAMENTO DELLA NAZIONE RIUNITA
AL CITTADINO ILLUSTRE E BENEMERITO
IL CONSIGLIO MUNICIPALE
DEDICO’ QUESTO RICORDO
NEL MDCCCXCVII