Presentato il libro LA STRAGE DI CAIAZZO

Posted on 27 ottobre 2013 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

Paolo Albano

Venerdì 25.10.2013 nel teatro Garibaldi di S.Maria C.V., si è svolta una manifestazione culturale di rilevanza locale e nazionale, la presentazione del libro “La strage di Caiazzo”, curato dal proc. dr. Paolo Albano. La platea del teatro era gremita di autorità, magistrati, avvocati e cittadini non solo del luogo, ma anche di Caiazzo, richiamati dall’interesse per la vicenda terrificante che quella lontana sera del 13 ottobre 1943 sconvolse il tranquillo paese dell’alto casertano. Alla manifestazione hanno partecipato Paolo Albano, l’autore e il giornalista Antimo Della Valle, co-autore, lo storico Felice Corvese, il magistrato Corrado Lembo e il giovane bravo lettore; ha moderato il giornalista Nando Santonastaso. La presentazione si è articolata in interventi dei vari esperti, in letture e video.

 

Copertina del libro

Il volume ripercorre l’agghiacciante vicenda storica e giudiziaria relativa all’eccidio di Caiazzo, quando i soldati della Wermacht trucidarono ventidue civili italiani, tutti innocenti ed inermi, in gran parte donne e bambini. Dopo una serie di omissioni, silenzi, rinvii, finalmente la procura di S.Maria aprì un procedimento penale che, a seguito di indagini, investigazioni e sopralluoghi, anche in Germania, curati personalmente dal proc. Albano, il processo nel 1994 si concluse con la condanna all’ergastolo dell’allora giovane ufficiale tedesco W.L.Emden, responsabile diretto militare e morale della carneficina immotivata. Nel dibattimento intervennero gli avv. Pompeo Rendina, Alfonso Martucci, Garofalo, Angelo Insero, Giuseppe Stellato; tra quelle relative a centinaia dei crimini (puniti o impuniti), la sentenza è stata la prima emessa da un Tribunale non militare.

W.L.Emden

 Anche se la vicenda si riferisce a Caiazzo, certamente la città di S.Maria ha confermato di aver fatto un salto di qualità nel campo della cultura, sia perché la nostra città si è arricchita della bibliografia locale, ma anche per lo spessore e la serietà degli scrittori sammaritani, che in un modo o nell’altro le hanno dato lustro nell’Italia e nell’Europa.

 

Note a margine 

Le qualità del libro, la puntualità delle circostante, la fluidità della narrazione,  la carica di un pathos che si addice al terrificante dramma consumato, sono senza dubbio indiscutibili. Inoltre, la tenacia del proc. Albano, che in prima persona si è fatto carico di svolgere il compito di scrupoloso magistrato, come una doverosa missione umana e morale, una mèta perseguita con impegno, intelligenza e perizia giuridica e storica, sono encomiabili. Sulla conclusione del processo, nella quale sottolinea lo stesso Albano, ma anche qualche altro relatore, hanno rilevato l’assenza totale di qualche movente, cosa che, da una lato, aggrava dieci volte l’empietà del gesto bestiale, barbaro ed incivile dell’Emden, oltre alla logica umana elementare; dall’altro, lascia esterrefatti i lettori di questa strage e simili ingiustificate. È vero che quel miserabile e nefando atto dovrebbe essere spiegato dall’odio innato, dall’esaltazione di un’ideologia militaristica, razzista, che annientava i valori dell’uomo non germanico, non ariano, non hitleriano.

La spiegazione logica – secondo la logica aristotelica, ottocentesca e cristiana – non c’è. Le interpretazioni intellettualistiche non sempre sono valide né sufficienti per le tragedie immani, come la guerra, tutte le guerre, in particolare quella seconda mondiale. Si potrebbe ricorrere ad un paradosso: non esiste una logica per spiegare e capire ciò che è illogico. Quale logica mosse gli alleati a compiere infami, come il bombardamento di Montecassino, quale spinse i tedeschi a salvare le opere d’arte di quella abbazia oltremillenaria? Quale logica indussero i fascisti di Salò, i partigiani, gli americani, gli inglesi a perpetrare uccisioni a freddo, fucilazioni, massacri? La guerra è l’assenza della logica, è il momento dell’arbitrio, dell’odio, della vendetta, delle turpitudini più ignobili. Il sonno della ragione genera mostri… Perché i partigiani uccisero a tradimento Giovanni Gentile? Perché i fascisti massacrarono i sette fratelli Cervi? Perchè i partigiani trucidarono i sette fratelli Govoni? Perché i responsabili dell’attentato di via Rasella non si presentarono al comando tedesco, evitando l’esecuzione di ben trecentocinque italiani nelle Fosse Ardeatine? Perché Salvo D’Acquisto, innocente, si offrì volontario ai tedeschi al posto di ventidue ostaggi? Sarebbe lungo ed inutile continuare l’elenco. Quella guerra nefasta non aveva alcuna logica, al posto di essa c’era un groviglio incomprensibile di sentimenti contrari: eroismi, vigliaccherie, aberrazioni, tradimenti, ignominie. Si può a posteriori indagare, capire, analizzare l’animo e la mente (capaci di agire raramente nel bene, molto spesso nel male assoluto) di chi si trovava in una situazione simile?