Gli Etruschi, un popolo immorale?

Posted on 29 gennaio 2012 by alberto

di Alberto Perconte Licatese

     Sin dai tempi della repubblica romana, gli Etruschi hanno sempre riscosso fascino ed interesse, dai quali non sempre nella storiografia sono scaturite ricostruzioni obiettive e veritiere. Nell’ultimo secolo l’etruscologia, ad opera di storici italiani Massimo Pallottino e Mario Cristofani), ha fatto progressi notevolissimi, consentiti da numerose scoperte archeologiche e dalla parziale decifrazione della lingua etrusca ed una interpretazione più obiettiva e più aderente alla realtà. In particolare, si sono precisati l’organizzazione politico-confederale, l’estensione territoriale verso il nord e verso il sud, il problema religioso, compreso il senso della morte e dell’aldilà, la parità dei sessi, il realismo nell’arte, la moderna concezione urbanistica, aspetti estremamente interessanti mutuati da altre civiltà coeve e successive, specie quella romana.

Donne ed eros

     Le fonti greche e latine (Erodoto, Diodoro, Strabone, Varrone, Livio, Plinio sr.,Tacito) ci hanno tramandato un’immagine degli Etruschi carica di connotazioni negative, da cui nelle epoche successive è scaturita la convinzione che quel geniale popolo fosse amorale, corrotto e vizioso.

Un giudizio storico così pesante sulla civiltà etrusca si spiega che, da un lato, il mondo latino, subentrato agli Etruschi nel dominio della Penisola, aveva un evidente interesse a cancellare ogni memoria del popolo rivale, con insinuazioni maligne e calunniose, e, dall’altro, i Greci più volte sconfitti dagli Etruschi avevano altrettanto interesse a presentare i vincitori come crudeli e barbari, dediti alla pirateria e propensi ad ogni sorta di nefandezze morali. A parte questi evidenti di odio culturale e politico, le denigrazioni del mondo greco-latino si spiegano bene, se si considera la diversità della civiltà etrusca, più aperta e libera.

      Gli Etruschi, infatti, come dimostrano le pitture dei sepolcreti pervenutici rispettavano la donna, ammettendola ai banchetti ufficiali e garantendole parità di condizioni, amavano il lusso e il piacere, non disdegnando durante i pasti di dedicarsi all’amore, mentre musici, schiavi e danzatori li intrattenevano. Le audaci scene amorose, che essi erano soliti rappresentare nelle pitture parietali delle tombe, offrirono ai Romani il pretesto di presentarli come un popolo dedito ad una pratica di libertà sessuale, spinta sino all’amore di gruppo e di insinuare che le giovani donne dell’Etruria erano autorizzate a procurarsi la dote attraverso la prostituzione o, come afferma il commediografo latino Plauto, a procacciarsi il marito facendo mercimonio del proprio corpo.

     In realtà le donne etrusche godevano di una posizione onorata nella società e, come i maschi, avevano un’istruzione elevata. Anche nei confronti dei servi gli Etruschi avevano un comportamento di comprensione e di familiarità che scandalizzava i greci e i latini, salve le meritorie eccezioni costituite da Menandro e di Seneca, educati a trattare con distacco e tirannia i propri servi. In particolare, la civiltà romana era maschilista ed esclusivistica, per cui giudicava immorale e viziosa una società, così diversa dalla loro ed individuava in tale diversità la causa principale della decadenza di quel popolo in parte ancora misterioso.

     Particolarmente accanita fu la campagna antietrusca nell’età augustea, quando Roma era impegnata a ritrovare attraverso l’opera di poeti, come Virgilio ed Orazio, una linea di originalità e di nobiltà alle sue tradizioni e a nascondere con risvolti epici i momenti poco esaltanti della sua storia.

Tomba Leopardi

Alla questione morale i Greci ed i Romani legarono anche l’accusa di pirateria rivolta agli Etruschi, per nascondere le non poche sconfitte subite ad opera dell’intraprendente marineria estrusca.

     Ai moderni studiosi, liberi per fortuna dalle prevenzioni culturali dei Greci e dei Latini, non è sfuggita la singolarità della civiltà etrusca, che colse conquiste evolutissime, come la parità dei sessi, la comprensione verso i servi e la visione più articolata e profonda della morte e dell’aldilà.

Alla luce dell’analisi attenta della storiografia moderna, non è più possibile parlare degli Etruschi come di un popolo amorale e corrotto, ma è doveroso riconoscere che la loro civiltà fu raffinata e colta e paradossalmente più vicina alle scelte del mondo contemporaneo e alle sue problematiche, anticipate quasi due millenni e mezzo.